L'Infiorata di Gallicano nel Lazio

L'Infiorata di Gallicano 2026

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Comitato del Gruppo di Volontari dell'Infiorata

Di Gallicano nel Lazio

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La Storia dell'Infiorata di 

Gallicano Nel Lazio

L'Infiorata di Gallicano nel Lazio @ All Right Reserved 2026

CENNI STORICI DELL'INFIORATA DEL CORPUS DOMINI
La tradizione delle decorazioni è nata a Roma nella prima metà del XVII secolo come espressione della cosiddetta festa floreale. Si ritiene, infatti, che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori fosse nata nella basilica vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro, i quali avevano usato "fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell'opere del mosaico" il 29 giugno 1625, festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. Pochi anni dopo, nel 1633, un altro quadro floreale venne realizzata da Stefano Speranza, uno stretto collaboratore del Bernini. Un'arte quindi che "da Roma quest'arte si divulgò". La tradizione barocca delle decorazioni floreali era stata adottata già nel XVII secolo nelle località dei Castelli romani probabilmente per gli stretti legami di questo territori con Gian Lorenzo Bernini, il principale artefice di feste barocche. La tradizione dell'infiorata si diffuse anche fuori del Lazio. A Roma la consuetudine delle infiorate dovette scomparire alla fine del secolo XVII; nei Castelli romani continuò ancora nel XVIII secolo, come informa un manoscritto anonimo del 1824 conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. La prima infiorata allestita per la festività del Corpus Domini risale al 1778 (anno in cui vennero allestiti alcuni quadri floreali nella via Sforza di Genzano) oppure al 1782 (anno in cui un tappeto coprì l'intera via senza soluzione di continuo) Da allora le località in cui si allestiscono infiorate in occasione nella ricorrenza del Corpus Domini sono numerose, specialmente dell'Italia centrale, ma anche dell'estero.

 

L'INFIORATA DEL CORPUS DOMINI A GALLICANO NEL LAZIO

L’Infiorata per il Corpus Domini di Gallicano nel Lazio affonda le sue radici nella tradizione romana del Seicento, nata come espressione artistica durante la festa dei santi Pietro e Paolo. Da allora, l’arte di creare quadri con materiali naturali si è diffusa, trasformandosi in una vera manifestazione di fede e bellezza.

La Processione del Corpus Domini sfila, la mattina o nel pomeriggio dopo la messa solenne, sul tappeto floreale. Non è un evento qualunque l'Infiorata. È il cuore di un paese portato nelle vie e per le piazze, è la cultura e la tradizione messe in scena dai nonni con l'aiuto dei figli e dei nipoti, è il passato, il presente e il futuro che lavorano fianco a fianco. La creazione del disegno e la posa (una volta fu dei petali) iniziano un giorno prima della processione, per garantire la freschezza e della composizione anche se da qualche tempo non allestita più con i fiori, ma altrettanto suggestiva.

Nella sera del sabato precedente la processione i materiali, i modelli di carta e tutto il necessario per realizzare il proprio “quadro” vengono portati in strada e alle 19, dopo la preghiera (centinaia tra donne uomini e bambini) si mette in moto la “grande macchina dell'Infiorata”. Ognuno dei partecipanti si reca nel borgo storico e si attiva con il proprio gruppo per realizzare il proprio quadro. Il vero e proprio lavoro inizia almeno 3 mesi prima, con un lavoro certosino di studio creazione e progettazione con la raccolta dei materiali necessari. Un lavoro che negli anni diventa sempre più tecnico attento e ricercato grazie anche al ricambio generazionale che apporta sempre più linfa vitale, energie e nuove idee.

Da qualche anno la nostra Infiorata è dedicata ad un tema spirituale che viene selezionato nelle riunioni preparatorie ed accoglie artisti nazionali ed internazionali di varie razze e religioni ai quali chiediamo di esprimere artisticamente il loro sentire rispetto al tema prescelto ed anche ad associazioni ed onlus dedite all'aiuto del prossimo e dei più deboli. 

L'infiorata si distende per 300 metri di lunghezza per un totale di 500 mq di superficie con quadri realizzati con più di 50 tipologie di colori (rispetto ai 15/20 delle infiorate classiche) e si snoda da Piazza S. Andrea dinanzi la Chiesa, lungo Via Maestra attraversa Piazza della Rocca e Via Roma ed arriva alla Chiesa di S. Rocco.